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Come salvare il suolo da un progressivo ed allarmante consumo, considerandolo un bene finito.
Le politiche della Regione ambientali, urbanistiche, agroforestali e produttive per preservare il suolo con un approccio trasversale.
I servizi raccontano l'esperienza di riqualificazione urbana di Cesena, dove su aree dismesse sta nascendo una nuova città, la bonifica del suolo dell'area ex-Carbochimica ed ex-CIP di Fidenza, che dopo l'allarme ambientale nazionale sta tornando ad essere produttiva; infine la Cassa di espansione di Dosolo, esempio di oasi ambientale, e i prati stabili, sistema tradizionale di conservazione del suolo nell'esempio di Bibbiano, patria del Parmigiano-Reggiano.
Durata: 5:06
Descrizione: Vista da Vicino - Politiche per la difesa del suolo, di Ermanno Muolo
Trascrizione:
Ermanno Muolo
giornalista
Voce fuori campo
Se il suolo è come un corpo umano, l'inquinamento è equiparabile ad un virus, ad una malattia che colpisce l'organismo e le sue cellule e poi si espande: un vero e proprio cancro che attacca i principi vitali e fecondi del terreno e lo rende sterile, infecondo se non, addirittura, dannoso a sua volta, anche nei confronti dell'atmosfera.
A Fidenza, proprio all'ingresso della città, sorge una sorta di monumento all'irresponsabilità umana, che le attuali politiche per il rispetto del suolo stanno riconvertendo a bell'esempio di riabilitazione ambientale. Il gigantesco complesso comprendente l'area Ex CIP e la dismessa Carbochimica è una ferita aperta nel tessuto sociale del luogo: i cittadini guardano ancora con sofferenza e dispetto a queste due fabbriche, chiuse per diversi motivi e in tempi diversi, ma accomunati dall'inadeguatezza dell'attenzione verso la salute di chi ci lavorava e dell'ambiente interessato alle lavorazioni.
Andrea Massari
Ass. Ambiente Comune di Fidenza (PR)
E' una fabbrica che produceva il piombo tetraetile che è quella sostanza che si usava per dare ottani alla benzina, i famosi ottani, l'antidetonante, e dava questa malattia detta malattia delle farfalle perché uno ad un certo punto quando respira il piombo ha queste evanescenze e crolla, come allucinazioni robe di questo tipo, poi ha effetti a lungo termine.
Il comune di Fidenza si è trovato a dover gestire negli ultimi anni un problema ambientale, un'emergenza ambientale pesante, pesantissima molto sentita dalla città, siamo a poche centinaia di metri dalla piazza, siamo a poche decine di metri dalla più grossa azienda del territorio a cavallo della ferrovia Milano Bologna, due aziende una chiusa negli anni '70 e una fallita nel 2004 lasciano delle profonde cicatrici anche sul tessuto economico sociale; l'inquinamento era pesantissimo, è ancora pesantissimo; insieme a tutte le istituzioni Regione, Provincia, Comune e Stato abbiamo iniziato a lavorare su un progetto che non prevede solo la bonifica, quindi sistemare i suoli, le acque, i terreni, ma prevede il riuso produttivo. Questa è stata la carta vincente, cioè definire già che cosa accadrà in questo territorio dopo che saranno completate le bonifiche; noi abbiamo detto che vogliamo che questo suolo venga riutilizzato per produrre in modo più compatibile con l'ambiente, più compatibile con la nostra società.
Fidenza, area ex Cip
Nicolai Zanettini
Resp. società di progettazione dell'intervento di bonifica
L'obiettivo della bonifica del nostro intervento, in realtà si deve parlare di due obiettivi che si è posto il Ministero e la Conferenza di servizio: il primo di rimuovere immediatamente,il più rapidamente possibile le fonti di rischio ancora attive, il secondo obiettivo di messa in sicurezza era quello di impedire che un'eventuale contaminazione delle acque potesse uscire dall'area, ma l'obiettivo invece di bonifica è quello di rimuovere i contaminanti sia nelle falde, ancora presenti nelle falde, ma anche nel terreno quindi stiamo parlando di sottosuolo per consentire l'uso diciamo almeno di tipo industriale di quest'area; queste due aree devono ritornare ad essere utilizzabili per usi industriali e le acque devono essere utilizzabili anche per uso idropotabile altrimenti avremmo due aree adiacenti al luogo urbano assolutamente inservibili ma soprattutto restavano per anni o per decenni una fonte di inquinamento sia per le acque ma anche per l'aria.
Andrea Massari
Ass. Ambiente Comune di Fidenza (PR)
Questi impianti non era pericolosi solo per il suolo e l'ambiente ma impattavano, incombevano sulla città, l'odore, la puzza, alcuni incidenti, alcuni rischi di incidenti, questi grossi serbatoi non erano vissuti con tranquillità; adesso attendono che le istituzioni , il comune in primis, lo Stato , tutti facciano quello che abbiamo promesso di fare, abbiamo le risorse per farlo ed è giusto che noi si restituisca a tutti i cittadini e alle nuove generazioni un terreno pulito in cui continuare a produrre.
Passante
Voglio campare qualche anno ancora...se poi puliscono là si camperà un anno in più... perché là ci sono dei veleni...