1. Crossmedia - Vista da vicino - Teatro e Festival di Santarcangelo (luglio 2009) - InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

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Teatro e Festival di Santarcangelo

Telecamere puntate sullo storico Festival di Santarcangelo, giunto alla sua trentanovesima edizione. La rassegna come spunto per esplorare il ricco mondo del teatro d'avanguardia, con gli spazi e le esperienze nate e cresciute in Emilia-Romagna di compagnie di respiro internazionale e di grande seguito.
Si parte dal Festival edizione 2009, che ha ospitato personaggi quali Phil Minton, "Butch Morris" e Arto Linsday, e che da quest'anno per un triennio, vede la direzione artistica affidata a tre compagnie del territorio.
I servizi raccontano la storia delle tre compagnie, Il Teatro delle Albe di Ravenna, la Raffaello Sanzio di Cesena e Motus di Rimini, oltre a descrivere l'esperienza davvero unica dell'Arboreto di Mondaino, il teatro dimora che ospita gli artisti offrendo un luogo ideale per lavorare.
Il punto sulle politiche regionali relative al teatro con l'intervista all'assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi.

 

Lo spettatore fu un successo. La socìetas Raffaello Sanzio.

Durata: 5:07

Descrizione: Dal Festival di Santarcangelo la Socìetas Raffaello Sanzio si racconta. Di Ermanno Muolo

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Trascrizione:
Cesena Teatro Comandini

Claudia Castellucci
Societas Raffaello Sanzio
Io penso che una parola esatta per raccontare questa storia lunga è il caso c'è stato il passaggio naturale non deciso dal gioco al lavoro quando eravamo molto giovani trovato i posti anche questi casuali però li abbiamo cercati a lungo alla fine c'è stato l'incontro con le istituzioni siamo riusciti sempre a creare un rapporto di collaborazione. Guardo dove siamo ora, era una vecchia scuola per tornitori in ferro un giorno la scuola si trasferì e immediatamente noi abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di potere occuparla perché volevamo fare un grande lavoro per i bambini le favole di Esopo letterali quindi con molti animali ci hanno concesso un cosa che è oggettivamente difficile e folle portare 200 animali nel cuore di Cesena, ha permesso veramente di creare una favola un luogo fascinoso,meraviglioso; tantissimi bambini sono venuti e questo ha scongiurato anche il percorso che questo luogo avrebbe dovuto seguire cioè l'abbattimento per creare una parcheggio. Le proposte sono diventate talmente frequenti che alla fine si è avuto una vera e propria necessità di creare una vera e propria convenzione e quindi questo posto è diventato nostro . E' diventato un luogo di lavoro sia personale relativo alla compagnia sia invece relativo alla città.

Romeo Castellucci
Societas Raffaello Sanzio
Ci sono spettacoli fondati su catene di immagini ci sono spettacoli narrativi, altri invece che trovano la loro ragione fondamentale in una sorta di partitura sonora musicale quindi i linguaggi cambiano molto spesso.

Attore
"Je m'appelle Romeo Castellucci"
Romeo Castellucci
Quasi fin dai primi anni il nostro lavoro è stato mostrato all'estero prima in Europa chiaramente fino a raggiungere alcuni Festival molto importati di ampio respiro, le reazioni sono molto diverse richiamano completamente la concentrazione il cuore l'emozione e la sensazione dello spettatore viene chiamata in causa completamente quindi direi che è un suo lavoro. Il nostro non è un teatro culturale vorrei dire anche questo, sono onde emotive il teatro di repertorio necessita di un certo tipo di preparazione, di una certa cultura, il teatro contemporaneo ma l'arte in generale in realtà è un viaggio verso l'ignoto , una dimensione sconosciuta.

Chiara Guidi
Societas Raffaello Sanzio
Direzione artistica Santarcangelo 2009
La prima figura di spettatore o di pubblico, o di osservatore o di colui che guarda probabilmente è l'artista stesso , è sempre comunque colui che pone su uno spazio teatrale un lavoro, si toglie dal palcoscenico e deve mettersi nello sguardo dello spettatore. Io credo che il verbo più vicino ad un'ottica compositiva di questo momento particolare sia la parola "accorgersi" per me accorgermi che quello che ero abituata a vedere in realtà si dilata come se rivelasse un'altra angolazione , come se per vedere un'immagine io spostassi continuamente lo sguardo per vedere da tutti i punti di vista; però forse più che un'idea di storia come continuazione, come qualcosa che con gli anni procede forse è interessante avere un'idea di storia come una continua fondazione di origini, origine del lavoro teatrale, della ricerca, di un'idea di teatro all'avanguardia, di un lavoro quotidiano alla ricerca della forma però la più sottile possibile perchè possa in qualche modo rispettare l'impossibilità del raggiugimento di quell'idea; questo lavoro simile al lavoro di un artigiano che riparte e cerca di intravvedere le coordinate di un linguaggio che ogni giorno si fonda e quindi ogni spettacolo rappresenta la fondazione di una storia.