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Qualità dei prodotti tipici, alimenti del territorio, rispetto dell'ambiente: cosa cambia nel mondo dell'agriturismo in Emilia-Romagna, dopo la recente approvazione della nuova legge regionale. L'esperienza di cinque aziende che operano già da tempo all'insegna delle nuove norme, qualificando l'agriturismo come una realtà unica, strettamente legata all' attività agricola o all'allevamento, e non solo semplice struttura ricettiva alternativa per ristorazione e soggiorno. Esempi dislocati su tutto il territorio regionale, dove si evidenzia l'uso di alimenti prodotti in azienda o nell'ambito dello stesso territorio, che premiano la qualità e l'eccellenza produttiva, che indirizzano a pratiche virtuose per l'ambiente, che lavorano sul fronte dell'educazione, come le fattorie didattiche, o al reinserimento in società, come le fattorie sociali.
L'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni sintetizza lo spirito della nuova legge.
Durata: 5:21
Descrizione:
Trascrizione:
Ermanno Muolo
giornalista
Nato con l'affascinante idea di far conoscere e vivere l'autentica realtà agricola in tutti i suoi aspetti di quotidiana faticosa poesia il concetto di agriturismo ha negli ultimi tempi assunto confini labili e imprecisati lasciati in taluni casi all'interpretazione personale dell'attività con esperienze spesso lontane dall'essenza e dalla filosofia iniziale e piuttosto votate alla ricerca del guadagno indipendentemente dall'autenticità dell'offerta. La legge regionale n. 4 del 31/03/2009 viene a mettere chiarezza nella materia definendo in maniera autorevole e profonda i connotati necessari e fissando criteri inequivocabili per qualificare l'attività agrituristica
Tiberio Rabboni
Assessore agricoltura regione Emilia Romagna
Con questa legge noi abbiamo inteso qualificare l'offerta degli agriturismi dell'Emilia Romagna lavorando su alcune deficienze che abbiamo riscontrato nel corso degli ultimi anni c'è stata una certa crescita degli agriturismo, non sempre all'insegna della qualità e in secondo luogo con questo aumento di qualità dell'offerta agrituristica puntiamo ad aumentare la creatività turistica dei territori rurali
Ermanno Muolo
giornalista
Tra le novità introdotte dalla legge in tema di requisiti qualificanti, vi è innanzi tutto l'obbligo riguardante le materie prime impiegate nella preparazione dei pasti che per almeno l'80% dovranno derivare dalla produzione della stessa azienda agricola o da aziende dello stesso territorio o da prodotti regionali tutelati .
Ciò significherà un'offerta enogastronomica degli agriturismo legata quasi esclusivamente a vini, formaggi, salumi, carni, orto frutta e cereali della regione .
Un numero prefissato massimo di pasti giornalieri permetterà poi di evitare i rischi di agriturismi trasformati in grandi strutture ricettive per banchetti o grandi feste
Di grande novità e importanza poi un sistema di incentivi mirato a far crescere la qualità dell'offerta; si otterrà per esempio la possibilità di aumentare il numero di pasti giornalieri in virtù del numero delle camere offerte puntando dunque a far crescere le possibilità di pernottamento, di soggiorno e dunque la fruizione turistica del territorio.
Incentivi verranno poi diretti alle aziende che forniranno club di eccellenza agrituristica ossia che innalzeranno il loro livello di qualità dal punto di vista architettonico enogastronomico dei servizi dell'ospitalità e delle certificazioni ambientali; la legge disciplina inoltre il ruolo e la connotazione delle fattorie didattiche che svolgono una diffusa attività di educazione alimentare e ambientale, rivolta sopratutto ai giovani e quello delle fattorie sociali rivolte all'emancipazione delle persone diversamente abili.
Tiberio Rabboni
Assessore agricoltura Regione Emilia-Romagna
requisiti più alti di qualità, incentivi alla qualità e controllo del rispetto delle regole possono farci fare un salto di qualità e rendere i nostri agriturismi qualcosa di unico e diverso e da questo punto di vista sgombrare il campo dalla preoccupazione che la crescita dell'agriturismo vada a discapito di altre attività ricettive, perché noi vogliamo che ciò che si potrà trovare in un agriturismo sia qualcosa di unico, che non si potrà trovare in altre offerte ricettive in questa nostra regione
Marco Montanari
Azienda Villa Liverzano - Brisighella (RA)
E' giusto, con questa nuova legge che viene veramente distinto benissimo chi vuole fare un vero agriturismo e chi vuole fare un finto ristorante e un finto albergo
Matteo Pantosti
Azienda Dulcamara - Ozzano Emilia (BO)
Servire in un certo senso, perché la strada che stanno intraprendendo la maggior parte degli imprenditori agricoli quindi di chi gestisce agriturismo , era più protesa per la valutazione dell'utile nei confronti dell'attività, per cui si perdeva un po' il principio etico , ambientale e filosofico, della vita in agriturismo
Andrea Negri
Azienda Le Sermase - Fraz. Nicelli - Farini (PC)
indubbiamente noi siamo felici dell'uscita di questa legge e di quelli che sono i contenuti della legge,anche perché ci permette questo termine agriturismo , di limitarlo solo alle aziende, che realmente producono parte di ciò che viene consumato e sopratutto sul fatto di portare più persone all'interno delle azienda agricole , per far capire quello che sono i cicli, ovviamente che deve seguire l'animale, il prodotto, e quindi anche da parte dei consumatori cresce la sensibilità dell'acquisto di prodotti locali,prodotti ovviamente biologici, comunque mirati ad una qualità.
Tiberio Rabboni
Assessore agricoltura Regione Emilia-Romagna
Con questa legge noi guardiamo sopratutto al consumatore, al cliente dell'agriturismo, a cui vogliamo offrire un'esperienza vera, autentica, legata alla storia, alla tradizione e ai valori dei nostri territori rurali. Non lasciamo più alla personale interpretazione del singolo titolare la qualità dell'offerta , ma diventa un requisito generale per fare agriturismo.