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I piani della Regione per l'aumento delle superfici protette, i tesori ambientali custoditi dai parchi regionali, la biodiversità in Emilia-Romagna. I paesaggi incontaminati del Parco del Delta del Po, tra Ferrara e Ravenna, lo spettacolo dei calanchi e le grotte visitabili del Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa, ad un passo da Bologna, i segreti delle foreste millenarie e i luoghi dello spirito come il Monastero di Camaldoli nel Parco delle Foreste Casentinesi, il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, dove il Parmigiano Reggiano viene fatto artigianalmente come una volta, la sfida ambientale in atto nei Parchi Fluviali.
L'assessore regionale all'ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli spiega come la Regione intende proseguire nello sforzo di arrestare la perdita di biodiversità con il nuovo programma triennale.
Durata: 4:30
Descrizione: Un vero e proprio paradiso naturalistico ad un passo dalla città di Bologna, con grotte millenarie visitabili, e spettacoli di ambiente incontaminata; il Parco dei Gessi bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa tra natura, archeologia, paleontologia, attività didattiche e turistiche. Di Ermanno Muolo.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Sembra impossibile che proprio alle porte di una città' articolata ed estesa come Bologna possa sopravvivere un'area naturale ancora incontaminata, che custodisce zone di grande fascino e valore naturalistico, un'incredibile mondo sotterraneo e paesaggi completamente selvaggi.
Eppure il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa fa proprio del suo essere parco peri urbano, e dunque limitrofo all'area metropolitana, la sua caratteristica cruciale, che lo rende risorsa preziosa per la città' e per I suoi cittadini e al tempo stesso baluardo verso l'eccessiva urbanizzazione.
intervista
Lucia Montagni
Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa
Qua ci troviamo proprio nel cuore del Parco perché i Gessi Bolognesi sono proprio il motivo per cui è stato istituito il parco 20 anni fa.
Un affioramento esteso che presenta proprio una morfologia carsica infatti qui non vedete ruscelli non vedete torrenti perché l'acqua in superficie non scorre perché viene tutta convogliata negli inghiottitoi quindi il punto più basso di queste doline come vengono chiamate e poi scorrono sotto terra, sotto terra poi hanno formato nel corso naturalmente dei secoli un sistema di grotte molto articolato ne sono conosciute attualmente circa 200 probabilmente ce ne sono ancora inesplorate
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Sono due le grotte visitabili all'interno del parco: la grotta della Spipola, per caratteristiche morfologiche più' difficile da visitare ma in ogni caso meta continua di escursioni, e quella del Farneto, conosciutissima nel Bolognese, che dopo una ventina d'anni di chiusura a causa di una frana che ne aveva ostruito l'ingresso, e' stata ora resa nuovamente accessibile.
Di altissimo valore archeologico, la grotta risulta abitata sin dalla preistoria e il museo civico di Bologna ospita moltissimi dei suoi reperti, risalenti all'età' del bronzo.
Lucia Montagni
Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa
Rappresenta una delle grotte più grandi del sistema carsico nei Gessi , con un percorso di visita breve e tutto sommato semplice quindi accessibile a tutti anche a bambini piccoli, a persone non particolarmente sportive o atletiche basta avere un paio di scarpe da ginnastica non c'è fango insomma non ci sono quelle difficoltà che invece nella grotta della Spipola possono creare ad alcune persone qualche problema .
Nelle grotte vivono moltissime specie di pipistrelli, chirotteri è il termine scientifico, abbiamo addirittura 18 specie che sono state monitorate su 25 conosciute diciamo in Italia, di conseguenza una rappresentanza veramente notevole.
Qui ci troviamo proprio nel bacino dei Calanchi dell'Abbadessa la zona è caratterizzata proprio dall'argilla quindi non abbiamo qui il gesso come protagonista geologico ma le argille scagliose che 100.000 anni fa hanno cominciato a modellare queste formazioni così strane così erose che sono poi in continua evoluzione perché l'argilla con la pioggia, con il vento cambia continuamente per cui le forme cambiamo; questo è anche un ambiente molto selvaggio per cui ospita rettili, animali mammiferi e anche negli ultimi anni i lupi, abbiamo avuto questo ritorno, questa presenza del lupo che naturalmente predilige spazi un pò meno frequentati un po' lontano dalle abitazioni.
Noi giochiamo molto la carta dell'educazione ambientale della divulgazione per creare consapevolezza nei cittadini nella cittadinanza a partire dai bambini, ma anche negli adulti del valore che rappresenta per la città avere questa area naturale così vicina perché siamo convinti che solo se si conosce si è disponibili a difendere e ad amare qualcosa.