
Home > Crossmedia > Vista da vicino > 2009 > Il nuovo volto della sanità in Emilia-Romagna (novembre 2009) > Video: Oltre l'Ictus
Reti integrate di assistenza per patologie gravi, telemedicina, medici di famiglia aggregati in gruppo che offrono prestazioni specialistiche di base. "Vista da vicino", il magazine televisivo della Giunta regionale, traccia i nuovi modelli assistenziali e organizzativi della sanità in Emilia-Romagna, profondamente mutata negli ultimi dieci anni. Nei servizi si parla della medicina di gruppo attraverso il modello di Fiorenzuola d'Arda nel piacentino; per la medicina territoriale, e in particolare per i percorsi integrati con l'assistenza domiciliare, il viaggio porta a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna; si prosegue con le reti assistenziali per le alte specialità ospedaliere, organizzate con il modello Hub & Spoke (il cui significato è il mozzo e il raggio della ruota). Centri di alta specialità (Hub) a cui gli ospedali del territorio (Spoke) inviano ammalati che hanno bisogno di professionalità e tecnologie di altissima specializzazione, con gli esempi dell'ospedale di Baggiovara a Modena e dell'ospedale Infermi di Rimini per l'ictus e l'infarto. Infine la maggiore attenzione ai ricoverati e alle loro famiglie nel racconto delle terapie intensive aperte, la sperimentazione praticata in dieci strutture, tra le quali il policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. L'intervista all'assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni tratteggia le linee guida e la filosofia di fondo delle politiche regionali.
Durata: 4:33
Descrizione: Per le dimensioni del fenomeno e per l'impatto sulla popolazione, l'Ictus rappresenta uno dei più importanti problemi sanitari dei paesi industrializzati, la prima causa di invalidità permanente e la seconda di demenza. In Emilia-Romagna il tema è stato affrontato valutando l'esigenza di un approccio che guardasse all'Ictus come ad un percorso e non come ad un fatto isolato. Di Ermanno Muolo.
Nei video approfondimenti l'intervista integrale alla dottoressa Milena Cavazzuti, Ospedale Baggiovara.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Per le dimensioni del fenomeno e per l'impatto sulla popolazione, l'ICTUS rappresenta uno dei più importanti problemi sanitari dei paesi industrializzati, la prima causa di invalidità permanente e la seconda causa di demenza.
Nella regione Emilia-Romagna il tema è stato affrontato nel suo complesso, comprendendo l'esigenza di un approccio ampio, che guardasse all'Ictus come ad un percorso e non come ad un fatto isolato.
Si è organizzata così la cosiddetta rete Stroke Care in cui l'assistenza è garantita da aree di degenza dedicate e finemente attrezzate, e il paziente è preso in carico da una squadra di operatori esperti che, con differenti competenze strettamente integrate tra loro, concorrono ad offrire maggiori possibilità di sopravvivenza e un minor rischio di disabilità successiva all'Ictus.
Tale gestione multidisciplinare dell'assistenza, come pure la dimensione dell'emergenza più specialistica, è ben rappresentata dalla Stroke Unit dell'Ospedale di Baggiovara, nel Modenese.
intervista
Paolo Nichelli
Clinica Neurologica
Nuovo Ospedale Sant'Agostino - Estense
Questo è uno dei centri che sono stati attuati nella regione Emilia-Romagna in seguito ad una direttiva specifica della fine del 2005 cioè in regione si è preso atto che questo sviluppo della letteratura e delle conoscenze mediche si è appunto deciso su tutto il territorio di adottare una strategia per cui i pazienti devono essere concentrati in poche unità specializzate. In questo centro in particolare il paziente è seguito da un equipe multidisciplinare, questo già è il primo punto importante , coordinato dal neurologo ma che vede partecipare il cardiologo, il fisiatra, il neurochirurgo il chirurgo vascolare, il logopedista, tutte quelle figure professionali che a vario titolo si occupano dell'ictus, da questa integrazione, collaborazione, nasce il valore aggiunto che costituisce appunto la novità di queste che si chiamamo Stoke Unit o Unità Celebrovascolari, in realtà tutti questi centri sono in rete e sono in rete con gli ospedali in cui si è definito che il paziente con ictus potesse avere un'assistenza adeguata, dopo ci sono specifici sviluppi che noi stiamo portando avanti in questa provincia che ci consentono di metterci in rete direttamente sia per poter vedere le immagini cioè il risultato dell'esame neuroradiologico, ma anche per poter addirittura visitare il paziente qual'ora fosse ricoverato per esempio in ospedale della zona dell'Appennino
intervista
Milena Cavazzuti
responsabile Stroke Unit
Nuovo Ospedale Sant'Agostino - Estense
Baggiovara (Mo)
La cosa più importante è l'organizzazione territoriale dell'emergenza-urgena cioè il servizio del 118 col quale collaboriamo strettamente, è stato concordato un percorso per cui il personale del 118 è addestrato a riconoscere un ictus, il personale che soccorre il paziente sa riconoscere grossomodo il tipo di ictus e sa a quale ospedale deve indirizzare il paziente, il paziente con certe caratteristiche, cioè passibili di alcuni interventi in emergenza, vengono centralizzati, cioè trasportati a Baggiovara nella nostra struttura dove in alcuni è possibile fare un trattameno di tipo trombolitico cioè un farmaco che nell'ito-sistemico cerca di riaprire il vaso quindi riportare il sangue nel cevello per evitare la morte del tessuto celebrale
intervista
Paolo Nichelli
Clinica Neurologica
Nuovo Ospedale Sant'Agostino - Estense
Noi sappiamo che esiste un impatto importante e significativo sia per aspetti organizzativi cioè per l'adozione dell'organizzazione in Stoke Unit sia per le terapie che da qualche anno si possono adottare diciamo per disostruire i vasi in acuto, entrambi questi approcci combinati riducono in maniera significativa la mortalità.