
Home > Crossmedia > Vista da vicino > 2009 > Il nuovo volto della sanità in Emilia-Romagna (novembre 2009) > Video: Rete di salvataggio
Reti integrate di assistenza per patologie gravi, telemedicina, medici di famiglia aggregati in gruppo che offrono prestazioni specialistiche di base. "Vista da vicino", il magazine televisivo della Giunta regionale, traccia i nuovi modelli assistenziali e organizzativi della sanità in Emilia-Romagna, profondamente mutata negli ultimi dieci anni. Nei servizi si parla della medicina di gruppo attraverso il modello di Fiorenzuola d'Arda nel piacentino; per la medicina territoriale, e in particolare per i percorsi integrati con l'assistenza domiciliare, il viaggio porta a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna; si prosegue con le reti assistenziali per le alte specialità ospedaliere, organizzate con il modello Hub & Spoke (il cui significato è il mozzo e il raggio della ruota). Centri di alta specialità (Hub) a cui gli ospedali del territorio (Spoke) inviano ammalati che hanno bisogno di professionalità e tecnologie di altissima specializzazione, con gli esempi dell'ospedale di Baggiovara a Modena e dell'ospedale Infermi di Rimini per l'ictus e l'infarto. Infine la maggiore attenzione ai ricoverati e alle loro famiglie nel racconto delle terapie intensive aperte, la sperimentazione praticata in dieci strutture, tra le quali il policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. L'intervista all'assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni tratteggia le linee guida e la filosofia di fondo delle politiche regionali.
Durata: 3:52
Descrizione: L'infarto è affrontato con un approccio integrato: una rete territoriale in cui l'intervento specialistico in grado di salvare la vita è demandato ad una struttura centrale, cui convergono, non solo la persona, con le ambulanze del 118, ma contestualmente, per via telematica, tutte le informazioni necessarie per predisporre l'intervento. Di Ermanno Muolo.
Nei video approfondimenti l'intervista integrale al dottor Giancarlo Piovaccari, primario di Cardiologia ospedale Infermi di Rimini.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Mai come nel caso di un infarto è drammaticamente realistica la frase "non c'è un momento da perdere", poiche' e' proprio il tempo il vero fattore determinante per poter garantire non solo la sopravvivenza della persona, ma il minor danno possibile al sistema cardiovascolare per la vita futura.
Proprio per questo in regione si e' costituito un modello di rete territoriale, denominato HUB and SPOKE in cui l'intervento specialistico in grado di salvare la vita è demandato ad una struttura centrale, cui convergono, in caso di emergenza, non solo la persona, grazie all'intervento delle ambulanze del 118, ma contestualmente, per via telematica, tutte le informazioni necessarie per decidere e predisporre la tipologia di intervento.
La struttura principale è infatti strettamente legata agli ospedali del territorio, che completano la rete e divengono attivi nel ricevere i pazienti che non necessitino l'intervento più specialistico.
Un bell'esempio già pienamente operativo è quello dell'Ospedale di Rimini...
intervista
Saverio Lovecchio
Direttore Sanitario AUSL Rimini
L'importanza della rete alla fine si sintetizza nel fatto che qualunqua paziente che si trovi in spiaggia, in un albergo, in qualsiasi territorio manifesti il problema di dolore toracico che è quello poi dell'infarto abbia la possibilità di saltare tutti i tempi morti legati al suo arrivo al pronto soccorso, ma arrivare direttamente appunto al Centro di Rimini. Questo lo si ottiene attraverso tutta una serie di azioni organizzative che danno la possibilità alle ambulanze del 118 che soccorrono una persona in queste condizioni di poter fare l'elettrocardiogramma, di teletrasmetterlo alla centrale, di poter valutare insieme ai cardiologi di Rimini la possibilità di un arrivo direttamente in sala emodinamica saltando tutti i passaggi che dicevo prima.
intervista
Giancarlo Piovaccari
Primario Cardiologia Ospedale Infermi di Rimini
Avere organizzato questi percorsi molto rapidi sicuramente porta dei vantaggi in termini di prognosi, di sopravvivenza per il fatto che prima si riapre la coronaria e meno sarà il danno sul muscolo cardiaco determinato dall'infarto meccanico acuto, quindi questo calo della mortalità che si è registrato negli utltimi anni è dovuto in gran parte all'organizzazione, alla possibilità di fare queste terapie di riapertura della coronaria molto rapida Il nostro impegno è quello di coinvolgere la cittadinanza in vece di famiglia, anche l'Associazione cardiopatici che abbiamo qui a rimini , quello di comunicare alla cittadinanza che quando una persona dopo I 35 anni ha un dolore al torace ma anche dall'ombelico fino al torace, alla schiena, un dolore particolare e quindi se questa persona poi ha la pressione alta, ha il diabete, ha il colesterolo e nella famiglia ci sono stati dei parenti con l'infarto, quando si presenta questa sintomatologia è opportuno chiamare il 118, in caso di infarto meccanico acuto si andrà direttamente in cardiologia attrezzata per emodinamica per riaprire la coronaria
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Lo stesso modello HUB AND SPOKE che a Rimini è dedicato alla cardiochirurgia e all'emodinamica, è attivo in tutta la regione anche per tutte le altre funzioni di alta specialità dell'assistenza ospedaliera, andando a comporre una rete estrememente capillare capace di rispondere in maniera specifica e rapida a tutte le esigenze del territorio.