1. Crossmedia - Vista da vicino - Il nuovo volto della sanità in Emilia-Romagna (novembre 2009) - InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

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Il nuovo volto della sanità in Emilia-Romagna

Reti integrate di assistenza per patologie gravi, telemedicina, medici di famiglia aggregati in gruppo che offrono prestazioni specialistiche di base. "Vista da vicino", il magazine televisivo della Giunta regionale, traccia i nuovi modelli assistenziali e organizzativi della sanità in Emilia-Romagna, profondamente mutata negli ultimi dieci anni. Nei servizi si parla della medicina di gruppo attraverso il modello di Fiorenzuola d'Arda nel piacentino; per la medicina territoriale, e in particolare per i percorsi integrati con l'assistenza domiciliare, il viaggio porta a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna; si prosegue con le reti assistenziali per le alte specialità ospedaliere, organizzate con il modello Hub & Spoke (il cui significato è il mozzo e il raggio della ruota). Centri di alta specialità (Hub) a cui gli ospedali del territorio (Spoke) inviano ammalati che hanno bisogno di professionalità e tecnologie di altissima specializzazione, con gli esempi dell'ospedale di Baggiovara a Modena e dell'ospedale Infermi di Rimini per l'ictus e l'infarto. Infine la maggiore attenzione ai ricoverati e alle loro famiglie nel racconto delle terapie intensive aperte, la sperimentazione praticata in dieci strutture, tra le quali il policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. L'intervista all'assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni tratteggia le linee guida e la filosofia di fondo delle politiche regionali.

 

Chi ha un piano va sano e va lontano

Durata: 5:35

Descrizione: Il rapido e notevole cambiamento della società, con aumento dei cittadini anziani e di quelli stranieri, con conseguente crescita demografica ha richiesto un altrettanto rapido mutamento della struttura della sanità regionale. Ecco i principi guida delle strategie regionali. Di Ermanno Muolo.
 
Nei video approfondimenti l'intervista integrale all'assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni.

Video approfondimenti

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Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
In tema di sanità un luogo comune vuole l'Emilia-Romagna come una delle regioni da sempre meglio organizzate e all'avanguardia nella penisola.
A ben guardare, a tutt'oggi, si può in effetti rilevare come non si tratti affatto di un luogo comune, ma di una realta' vera e propria a tutti gli effetti.
I principali e più recenti studi nazionali  lo confermano: l'indagine commissionata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione "Misura PA" ha registrato valutazioni ottime e buone su tutti gli aspetti dell'assistenza sanitaria, mentre l'ultimo rapporto del Censis sulla qualita' dell'offerta sanitaria nelle regioni italiane pubblicata ad agosto 2009 vede l'Emilia-Romagna al vertice della classifica.
Tutto ciò non è il frutto di chissà quale vantaggio acquisito negli anni o del semplice mantenimento di un sistema che funziona, ma al contario è il risultato dell'impegno e della capacità da parte dell'Istituzione di anticipare, interpretare e accompagnare gli straordinari cambiamenti che lo stesso tessuto sociale e umano della regione sta registrando negli ultimi anni.
Nel corso del 2008, ad esempio,  si è avuto il più forte incremento di popolazione degli ultimi 10 anni, con un quadro demografico che si modifica profondamente, innanzitutto per via dell'allungamento delle aspettative di vita e quindi per il costante aumento di persone anziane.
L'aumento demografico è però anche sospinto dal costante aumento di popolazione immigrata,  l'Emilia-Romagna è la regione con il più alto tasso nazionale, e il parallelo aumento delle nascite, determinato per un quarto da mamme straniere.
L'innovazione, il cambiamento, la continua evoluzione sono dunque una conseguenza naturale per una sanità che voglia continuare a mettere le esigenze della persona al centro del suo obiettivo: questo ha portato a spostare l'asse centrale dell'assistenza dalle strutture ospedaliere ai servizi del terrirorio, grazie ad una crescita di strutture e responsabilità della medicina terriroriale e ad un ruolo piu' attivo dei medici di famiglia, sempre più inseriti in sistemi di medicina di gruppo e grazie alla capacità di dare risposte più personalizzate, fino ad una assistenza domiciliare pienamente integrata con i relativi servizi di assistenza di zona.


intervista
Giovanni Bissoni
Assessore Politiche per la salute
Regione Emili-Romagna
Ricostruire servizi che abbiano al centro non tanto le opportunità per gli operatori ma strettamente connesse ai bisogni dei cittadini; allora ad esempio da questo punto di vista si capisce che cosa significa avere una lunga degenza in ospedale, si capisce per non mandare un anziano non completamente stabilito in domicilio, si capisce che cos'è una dimissione protetta, un anziano che non ha magari più bisogno di restare in ospedale ma che nello stesso tempo magari ha bisiogno dui una protezione, si capisce ad esempio perchè un paziente cronico come un diabetico deve avere un  percorso di cura garantito, deve avere lo specialista deve avere il medico di famiglia , deve avere l'infermiere che fanno parte di quel processo di presa in carico quindi ciò che è possibile fare a domicilio si fa al domicilio quando è necessario un accesso ad un punto specialistico deve essere pronto e rapido e non può finire nella lista d'attesa della specialistica. Questi percorsi oggi sono reali, ripeto la difficoltà più grossa è quella  che chiama in causa una disponibilità a cambiare l'organizzazione del lavoro
 

Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Accanto a ciò la sanità regionale sta sviluppando modelli organizzativi, denominati Hub and Spoke,  fondati sull'integrazione e sulla logica di rete e di sistema anche e soprattutto per quanto riguarda le specialità ospedaliere di intervento immediato verso emergenze per cardiochirurgia e cardiologia, neuroscienze, trapianti e grandi traumi, mentre la spinta verso una reale umanizzazione della sanità sta portando straordinari cambiamenti e aperture verso le famiglie anche in ambienti come le terapie intensive finora considerati tabù.
L'attenzione a quanto accade nel presente non è tutttavia disgiunta dall'impegno a far sì che il modello che si va costruendo possa avere le garanzie di una positiva durata e sviluppo nel  futuro sia dal punto di vista politico-organizzativo che economico.
 

intervista
Giovanni Bissoni
Assessore Politiche per la salute
Regione Emilia-Romagna
Noi abbiamo introdotto cambiamenti, ma soprattutto ci siamo messi in casa l'esperienza che ci consente di governare anche i cambiamenti futuri, allora forse si capisce meglio come di fronte ai servizi che cambiavano ad esempio è cambiato il sistema di governo, abbiamo puntato sulla responsabilità dei territori,  abbiamo puntato sulla responsabilità degli enti locali , i Sindaci, abbiamo puntato ad  aziende diverse da quelle di ieri e adesso ad esempio la grande sfida della integrazione sociale- sanitaria perchè per occuparci di questi grandi cambiamenti demografici l'importante è che ad esempio  il sanitario e il sociale partecipino in maniera integrata, l'esperienza della nostra regione è un'esperienza positiva, ma è positiva perchè ci siamo posti il problema del cambiamento e dell'innovazione, l'innovazione è un processo difficile, ma inevitabile se vogliamo far sì che il servizio sanitario nazionale che si basa indubbiamente su grandi valori positivi condivisi però sia in grado anche da quei valori  poi di tradurre in buoni servizi poi il contatto col cittadino