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Il Fondo regionale per la non autosufficienza, i percorsi per l'accesso ai servizi socio-sanitari che la Regione Emilia-Romagna ha predisposto a beneficio di chi non è più in grado di provvedere autonomamente alla cura della propria persona.
I servizi fanno il punto sul percorso per l'accesso diretto ai servizi, raccontando alcune esperienze innovative sul territorio regionale come i cosiddetti Caffè Alzheimer, luoghi di incontro e di socialità per persone affette da varie forme di demenza senile, nell' esempio dell "Amarcord Cafè" di San Pietro in Casale, il primo a nascere nel nostro territorio. Nel comprensorio di Cesena, dove è già avanzata l'organizzazione di servizi e strutture per i casi di gravissima disabilità acquisita, e a Mirandola, nel modenese, dove viene approfondito il tema dei percorsi formativi per le assistenti familiari, che si prendono cura di persone non autosufficienti.
L'intervista all'Assessore Regionale alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni, spiega cosa è cambiato con l'istituzione del Fondo e con la riforma dei servizi socio-sanitari realizzata dalla Regione.
Durata: 5:03
Descrizione: Le gravissime disabilità acquisite sono tra le situazioni più drammatiche e complesse che un nucleo familiare possa trovarsi ad affrontare nel caso un congiunto rimanga vittima di un incidente o di una malattia degenerativa. La Regione Emilia-Romagna ha predisposto percorsi e servizi dedicati per affiancare i pazienti e le famiglie in questi difficilissimi e dolorosisimi casi. Di Ermanno Muolo.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Che la condizione di autosufficienza possa essere il frutto non solo del naturale punto d'approdo dell'età anziana, o del decorso di una malattia degenerativa, è drammaticamente evidente quando si parla di gravissime disabilità acquisite, nelle quali la nuova realtà di totale e irrimediabile dipendenza può scaturire inaspettata, improvvisa, violenta, ma non per questo meno drammaticamente vera.
Un incidente stradale per un giovane dopo una serata di baldoria, un infortunio durante una normale giornata di lavoro, un privatissimo ma devastante incidente domestico, possono improvvisamente far deflagrare una normale situazione familiare e trasformarla in un vero e proprio incubo ad occhi aperti.
Una situazione che proprio nei caratteri di unicità, drammaticità e specificità e' stata affrontata dalla Regione Emilia-Romagna.
Intervista
Andrea Naldi
Direttore Struttura Complessa U.O.
Medicina Riabilitativa - AUSL CESENA
Queste persone sono persone, quando si definiscono gravissime, proprio persone che rimangono in coma in stato vegetativo, ecco tanto per rifarci ad un caso molto conosciuto come l'Englaro ecco, per quanto riguardaaa un altro target che la Regione ha identificato sono le gravissime microvisioniii acquisite anche queste dorigine traumatica e riguardano appunto pazienti che non hanno la possibilità di utilizzare i quattro arti però sono perfettamente coscienti, un altro caso piuttosto conosciuto è Ambrogio Fogar tanto per fare un esempio, oppure gravissime disabilità sono anche quelle che conseguono patologie neurologiche evolutive in fase avanzata sono la sclerosi laterale amiotrofica, la sclerosi multipla, vengono individuati tre target gravissime celebrolesioni acquisite e patologie neurologiche involutive nella fase avanzata a questi pazienti viene dedicato un percorso che vede in prima persona chiaramente l'azienda USL che deve attivare un rete di servizi che mantengono i rapporti con la Regione nell'ambito della programmazione poi con un'unità di valutazione multidimensionale che noi abbiamo chiamato appunto VM 2068 con una equipe di professionisti e una equipe interprofessionale
di cui fa parte un medico fisiatra un fisioterapista, un infermiere un assistente sociale uno psicologo a seconda anche di quelle che sono le necessità dei pazienti, è un equipe che diventa chiaramente il referente per la famiglia e per il paziente viene individuato un referente del caso che spesso è l'assistente sociale che mantiene poi nel tempo i contatti con le famiglie che cura diciamo il percorso che è stato determinato
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Le nuove direttive della Regione hanno consentito di influire in maniera significativa sul fenomeno delle gravissime disabilita' acquisite. Al 31/12/2008 I pazienti seguiti in regione sono stati 987, 478 dei quali aiutati con un assegno di cura, utile anche all'eventuale sostentamento del nucleo familiare, mentre in 528 casi si e' provveduto a fornire un'assistenza domiciliare specifica: 371 pazienti, quasi un terzo, nella maggior parte persone sole, sono state collocate in una residenza a lungo termine dedicata, con strutture e tecnologie specifiche.
Con questa rete di strutture, personale e servizi si e' reso dunque possibile alleviare il forte peso che una famiglia si trova a sostenere sia dal punto di vista economico, che organizzativo, che emotivo, in evenienze simili.
intervista
Pietro Fornarasi
Dirigente Medico U.O.
Medicina Riabilitativa - AUSL Cesena
Noi entriamo in una fase anche delicata che è quella proprio del distacco dalla struttura riabilitativa con anche quelli che possono essere i disagi, le difficoltà la famiglia nel pensare di organizzare un rientro a casa quindi il nostro lavoro è anche es ooprattutto rivolto verso i famigliari per creare quell'ambiente e anche quel percorso che possa permettere di affrontare nella maniera più serena e anche organizzativamente più efficiente questo passaggio dalla struttura al domicilio. Sicuramente per noi un successo è quello di essrre il punto di riferimanto delle famiglie , il fatto che le famiglie possano avere come interlocutore l'equiope o comunque il referente del caso vuol dire che comunque l'equipe funzionando siamo un punto di riferimento per le famiglie che per qualsiasi momento per qualsisi necessità sanno che possono far conto su delle professionalità che possono aiutarlo.