1. Crossmedia - Vista da vicino - Le politiche per gli anziani e l'accesso ai servizi socio-sanitari (dicembre 2009) - InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

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Le politiche per gli anziani e l'accesso ai servizi socio-sanitari

Il Fondo regionale per la non autosufficienza, i percorsi per l'accesso ai servizi socio-sanitari che la Regione Emilia-Romagna ha predisposto a beneficio di chi non è più in grado di provvedere autonomamente alla cura della propria persona.
I servizi fanno il punto sul percorso per l'accesso diretto ai servizi, raccontando alcune esperienze innovative sul territorio regionale come i cosiddetti Caffè Alzheimer, luoghi di incontro e di socialità per persone affette da varie forme di demenza senile, nell' esempio dell "Amarcord Cafè" di San Pietro in Casale, il primo a nascere nel nostro territorio. Nel comprensorio di Cesena, dove è già avanzata  l'organizzazione di servizi e strutture per i casi di gravissima disabilità acquisita, e a Mirandola, nel modenese, dove viene approfondito il tema dei percorsi formativi per le assistenti familiari, che si prendono cura di persone non autosufficienti.
L'intervista all'Assessore Regionale alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni,  spiega cosa è cambiato con l'istituzione del Fondo e con la riforma dei servizi socio-sanitari realizzata dalla Regione.

 

Libero Accesso

Durata: 4:40

Descrizione: In che modo la persona che si trovi in condizioni di non autosufficienza o i familiari che la assistono possono accedere alle strutture e ai servizi dedicati? Le politiche regionali per un sistema estremamente semplice, snello e soprattutto omogeneo su tutto il territorio, con un nuovo ruolo per i Sindaci, ora capi di distretto. Di Ermanno Muolo.

Video approfondimenti

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Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Per sua natura la NON AUTOSUFFICIENZA è una problematica che abbraccia in maniera trasversale temi di carattere sociale e temi di carattere sanitario, che sono strettamente interconnessi ed intrecciati.
E' stato dunque necessario creare un approccio alla questione che consentisse di considerare in maniera parallela I due ambiti, cosi da fornire una risposta ai problemi il più possibile organica e personalizzata.
Ma qual e' il percorso di accesso al sistema di servizi che la Regione ha approntato, a chi si deve rivolgere un anziano o il familiare che lo segue nel momento in cui ci si trovi di fronte a problematiche di non autosufficienza?
IL percorso è estremamente naturale.
E' infatti innanzitutto lo stesso medico di famiglia a rappresentare il primo anello della catena e sta a lui valutare se accanto all'intervento sanitario e ai relativi esami specialistici, sia anche opportuno allertare  i servizi sociali, indirizzando il caso verso lo Sportello sociale.
Viene cosi' effettuata una prima valutazione del bisogno, normalmente effettuata dall'assistente sociale, e in questo modo l'analisi degli aspetti sociali e di quelli sanitari convergono nel punto unico di accesso, dove verrà stabilito un progetto personalizzato, attivando l'unita di valutazione multidimensionale, ossia la squadra incaricata di seguire il caso.

Intervista
Daniela Mazzali
Programmazione Socio-Sanitaria
Unione Comuni Modenesi Area Nord
Un punto di incontro socio sanitario da cui viene organizzata una valutazione che mette insieme tutti gli sopecialisti necessari alla valutazione di quella situazione sanitaria un geriatra oppure un neurologo oppure un fisiatra insieme all'assistente sociale, insieme alla famiglia e insieme all'anziano stesso o al disabile stesso quando questo è in grado naturalmente di poter articolare una propria opinione viene progettato un possibile percorso all'interno della rete dei servizi. L'offerta dei servizi all'interno di un territorio come il nostro ma l'impianto è simile anche in altri territori, i servizi sono fatti da  case protette e da centri diurni e da assistenza domiciliare, possono essere usati sia per ricoveri definitivi che temporanei per esempio o di sollievo, ci possono essere erogazxioni di contributi a sostegno delle spese che la famiglia può affrontare con la Non Autosufficienza quindi ci sono un insieme di servizi che vanno utilizzati in maniera personalizzata per quella situazione per quel caso ogni  persona può aver bisogno di una composizione diversa di questi servizi.

Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Un importante cambiamento, dal punto di vista istituzionale e organizzativo, è quello che attribuisce un ruolo più diretto ai Sindaci, che divengono capi di distretto e prendono dunque in prima persona le decisioni relative ai casi, in direzione di servizi sempre più mirati e soprattutto omogenei su tutto il territorio. Un esempio già avanzato di questo tipo di organizzazione è presente nel territorio di Imola.

Intervista
Daniele Manca
Sindaco Imola
Si è passati da una delega della programmazione delle azienze sanitarie molti anni fa poi ai consorzi ad una piena responsabilità dei Sindaci nella programmazione dei servizi sociali e sanitari dunque un'unica sede in un ente di secondo grado che coincide con il perimetro territoriale dell'azienda sanitaria e dell'azienda sociale dove la programmazione è già integrata,si  discute non da una parte la sanità e dall'altra  il Welfare ma insieme un'idea di piena attuazione della riforma che la legge regionale tra l'altro ha individuato.
 
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Se i sindaci rappresentano l'apparato  organizzativo, il loro strumento operativo sono le ASP, le aziende pubbliche di servizio alla persona.

Intervista
Gigliola Poli
ASP IMOLA
Noi siamo il braccio operativo, nella costituzione dell'ASP i sindaci hanno un mandato ben preciso che tutti i servizi fossero territoriali, i servizi sociali fossero vicini ai cittadini e che nessun cittadino fosse lasciato solo e possiamo affermare ad oggi che ci siamo riusciti infatti abbiamo sportelli sociali in tutti in territori ai quali i cittadini si possono rivolgere per trovare una risposta al proprio bisogno.