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Il Fondo regionale per la non autosufficienza, i percorsi per l'accesso ai servizi socio-sanitari che la Regione Emilia-Romagna ha predisposto a beneficio di chi non è più in grado di provvedere autonomamente alla cura della propria persona.
I servizi fanno il punto sul percorso per l'accesso diretto ai servizi, raccontando alcune esperienze innovative sul territorio regionale come i cosiddetti Caffè Alzheimer, luoghi di incontro e di socialità per persone affette da varie forme di demenza senile, nell' esempio dell "Amarcord Cafè" di San Pietro in Casale, il primo a nascere nel nostro territorio. Nel comprensorio di Cesena, dove è già avanzata l'organizzazione di servizi e strutture per i casi di gravissima disabilità acquisita, e a Mirandola, nel modenese, dove viene approfondito il tema dei percorsi formativi per le assistenti familiari, che si prendono cura di persone non autosufficienti.
L'intervista all'Assessore Regionale alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni, spiega cosa è cambiato con l'istituzione del Fondo e con la riforma dei servizi socio-sanitari realizzata dalla Regione.
Durata: 6:09
Descrizione: Il tema della non autosufficienza, che coinvolge anziani ma anche persone colpite da malattie degenerative o incidenti, rappresenta una questione importante nell'ambito delle problematiche della sanità. Ecco come la Regione Emilia-Romagna sta occupandosi del problema, grazie a politiche dedicate che vengono da lontano, e al Fondo nazionale per la non autosufficienza. Intervista a Giovanni Bissoni, assessore alle Politiche per la Sanità. Di Ermanno Muolo.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
In una società in cui mass media e messaggi pubblicitari propongono la forza, la velocità, la potenza la bellezza e la prestanza, l'intelligenza e la prontezza come insostituibili requisiti necessari a vivere bene, prosperare e realizzarsi, esiste tuttavia una realtà quotidiana nella quale sempre più importanza e rilevanza assumono condizioni del tutto opposte, situazioni personali e familiari in cui è sempre più frequentemente necessario fare piuttosto i conti con gli aspetti di fragilità' dell'essere umano, con le sue istanze di inevitabile finitezza e transitorietà, con le dolorose ferite di un corpo e di una mente che cominciano a funzionare meno bene, o non hanno mai potuto farlo, o non potranno farlo mai più.
Il tema della non autosufficienza è una questione misteriosa per quanti non ne siano mai stati sfiorati personalmente o attraverso le vicissitudini di un familiare, di un congiunto, di un amico.
Non autosufficienti sono innanzitutto quelle persone anziane che per vari motivi non siano più in grado di provvedere alla cura della propria persona in maniera autonoma.
Considerando che la popolazione anziana è in costante aumento, come pure è in aumento la speranza di vita che porta a far crescere il novero dei cosiddetti grandi vecchi, ossia gli over settantacinquenni, si può' facilmente immaginare come questo si traduca in sempre più forti bisogni assistenziali e necessita' di supporto per le famiglie coinvolte.
Non autosufficienti sono altresì le persone disabili, che a causa di minorazioni psichiche, fisiche, o sensoriali si trovano in condizioni di rischio svantaggio sociale o emarginazione.
Non autosufficienti sono però anche tutte quelle persone che ricevono una gravissima disabilità in seguito ad eventi traumatici, come incidenti stradali o sul lavoro, o in seguito a malattie gravemente invalidanti, come quelle che portano a condizioni di cosiddetta demenza o a impedimenti di carattere fisico.
Non ci si può oggi aspettare che, per i mutati stili e ritmi di vita, le famiglie siano in grado da sole di provvedere a situazioni sovente complesse e dolorose.
La Regione Emilia-Romagna ha saputo anticipare le sfide che sarebbero state oggi all'ordine del giorno, e già da diversi anni ha preparato il terreno per essere in grado di fornire strumenti reali, efficaci ed efficienti per supportare pazienti e famiglie, comprendendo la necessità di fare incontrare I percorsi della sanità a quelli dell'assistenza sociale, creando una rete realmente organica, capillare e reattiva.
Per far questo uno strumento cruciale è il Fondo regionale per la non autosufficienza.
Intervista
Giovanni Bissoni
Assessore politiche per la salute Regione Emilia-Romagna
E' una novità della Regione Emilia-Romagna, un fondo regionale per la non autosufficienza, quindi una risorsa a disposizione in particolare della popolazione anziana, ma non solo quella, ma anche una grande innovazione nell'utilizzo, la integrazione sociale sanitaria ha trovato nella non autosufficienza uno dei suoi cardini, oggi , in sostanza in un luogo che si chiama distretto c'è evidentemente un'organizzazione capace di fronte ad un anziano di utilizzare le leve che ha a disposizione è un assegno di cura a sostegno della famiglia, e l'invio di un infermiere o di un operatore socio sanitario per la domiciliare, è un ricovero temporaneo o non temporaneo in una struttura residenziale protetta, è l'avvio in un centro diurno, ecco questi sono gli ingredienti che servono a determinare un processo di presa in carico, e quindi torna quel tema della centralità del cittadino, e questo ovviamente è quanto mai importante in una società che non solo aumenta la popolazione anziana ma cambia anche la dimensione della famiglia
in cui l'anziano spesso è sempre più solo e quindi da questo punto di vista una possibilità sostanzialmente di un percorso solidale di una comunità rispetto a una persona.
Intervista
Raffaele Fabrizio
Servizio politiche per la Non Autosufficienza Regione Emilia-Romagna
La principale novità consiste nell'aver portato progressivamente a sistema , ciò che rappresentava la miglior esperienza diffusa in alcune parti del territorio, quindi aver potenziato il sistema di accesso, la possibilità di contatto quindi maggior facilita maggior vicinanza con una diffusione territoriale e poi aver ampliato le opportunità delle offerte, quindi maggior numero di persone che possono entrare dentro la rete dei servizi, questo in generale; nei primi due anni del fondo circa tredicimila e cinquecento persone hanno potuto in più usiufruire dei servizi.
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Garantire servizi e assistenza ad un numero maggiore di persone, garantire che risorse e servizi siano gli stessi in ogni comune, senza disparità o situazioni più o meno fortunate, offrire un accesso ai servizi più semplice e immediato, con il medico di famiglia a fungere da prima interfaccia di una rete capace di attivarsi un maniera elastica a seconda del bisogno specifico, migliorare la qualità della risposta e dei servizi stessi.
Sono questi i primari obiettivi delle politiche regionali in tema di non autosufficienza, basati sulla volontà' di rimettere la persona al centro dall'attenzione, sia intesa come individuo bisognoso di assistenza, sia intesa come familiare da guidare e coadiuvare nel suo impegno di prendersi cura del proprio caro.
Intervista
Raffaele Fabrizio
Servizio politiche per la Non Autosufficienza Regione Emilia-Romagna
Ma il cambiamento che si vuol realizzare in questo aumento di servizi è anche questo rimettere al centro la persona nella definizione dei propri bisogni e anche nella condivisione del percorso di cura e di vita che siamo in grado di offrirgli come comunità, come sostegno.