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Lo stile di vita, le abitudini alimentari e l'esercizio fisico come vere e proprie medicine preventive, per conservare la salute.
L'attività fisica come farmaco viene praticata grazie al Centro di Medicina dello Sport di Ferrara, struttura all'avanguardia in regione, mentre i progetti legati all'alimentazione sono rappresentati dall'esperienza del "Laboratorio del gusto", nella sua tappa nella scuola "Don Cagnoni" di Castell'Arquato nel piacentino.
Si parla poi del progetto di sicurezza domestica in via di sperimentazione a Medicina, nel distretto dell'Ausl di Imola, dove fisioterapisti seguono a domicilio gli anziani fragili per insegnare loro esercizi che ne rafforzino capacità motoria e fiducia, dei progetti di screening dedicati alla prevenzione dei tumori alla mammella, al collo dell'utero e al colon retto con il centro screening di Reggio Emilia e delle problematiche della dipendenza dall'alcool nei suoi aspetti legati alla realtà giovanile con i responsabili delle unità di strada e dei programmi dipendenze dell'Ausl di Piacenza.
L'intervista all'assessore regionale per le politiche della Sanità Giovanni Bissoni contribuisce a fare il punto della situazione sul tema.
Durata: 4:09
Descrizione: Da oltre dieci anni la Regione Emilia-Romagna è all'avanguardia nei programmi di screening relativi a tumori alla mammella, del collo dell'utero e del colon retto. Risultati e partecipazione della popolazione sono superiori alle medie nazionali. Di Ermanno Muolo.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
In tema di prevenzione, da 10 anni la Regione Emilia-Romagna ha investito sui programmi di screening, progetti di diagnosi preventiva assolutamente cruciali per limitare, ridurre o eliminare gli effetti di alcune delle patologie più pericolose, in particolare per le donne.
Intervista Alba Carola Finarelli
Assessorato Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna
Malattie infettive e Programmi di prevenzione collettiva
La nostra regione è partita ormai oltre dieci anni fa con i primi programmi rivolti alla tutela della salute, in particolare delle donne con lo screening dei tumori delle collo dell'utero, la proposta del pap-test e eventuali approfondimenti, tutti gratuiti, per le donne dai 25 ai 64 anni. Nello stesso periodo, parlo della metà degli anni novanta, si è partiti con lo screening mammografico rivolto alle donne dai 50 ai 69 anni, con chiamata ogni due anni ad effettuare una mammografia ed eventualmente gli approfondimenti fino all'accompagnamento ad un eventuale intervento, che però si è visto risolveva la gran parte dei tumori perché sempre più si è intervenuti su tumori piccoli e quindi con una prognosi assolutamente favorevole. Più recente lo screening dei tumori del colon retto effettuato mediante ricerca del sangue occulto proposto ogni due anni agli uomini e alle donne, quindi è il primo screening che riguarda anche la popolazione maschile, dai 50 ai 69 anni.
Intervista
Luisa Paterlini
Responsabile programmi screening AUSL Reggio Emilia
Parliamo di interventi di diagnosi precoce, cerchiamo appunto di diagnosticare i tumori in una fase il più precoce possibile quando ancora non danno segni clinici evidenti perché si cerca di offrire poi da un punto di vista terapeutico gli interventi meno invasivi possibile
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
L'efficacia dei programmi di screening si gioca innanzitutto sull'adesione delle persone interessate. Più persone vengono controllate più alta è la probabilità di individuare per tempo e risolvere un possibile problema futuro.
In Emilia-Romagna l'adesione all'invito è senz'altro soddisfacente, con dati superiori alla media nazionale per tutti e tre i programmi di screening.
Per quanto riguarda lo screening dei tumori alla mammella la diagnosi precoce si è rivelata fondamentale per ridurre il rischio di mortalità.
Secondo studi nazionali, in Emilia-Romagna partecipare allo screening effettuando la mammografia riduce del 56% il rischio di mortalità, un risultato superiore alla media nazionale.
Anche per quanto concerne i tumori del collo dell'utero i risultati dimostrano l'importanza della partecipazione al programma.
Dal '97 a tutto il 2007 sono state individuate 8.806 donne con lesioni precancerose di alto grado.
Il trattamento terapeutico iniziato tempestivamente ha impedito la trasformazione in carcinomi invasivi in circa 3.000 donne.
Lo screening ha inoltre evidenziato 590 casi di tumori già invasivi; il 45 % di essi, in quanto microinvasivi garantiva una probabilità di guarigione del 100%.
Per quanto riguarda lo screening del colon retto nel periodo di attivazione 2005-2008, sono state identificate 2.394 persone con tumore e 12.464 con polipi ad alto rischio. L'efficacia del programma emerge rispetto ai dati del periodo precedente all'attivazione, con una netta riduzione dei tumori in stato avanzato ed un netto aumento dell'individuazione dei tumori in uno stato precoce.
Intervista Luisa Paterlini
Responsabile programmi screening AUSL Reggio Emilia
Uno dei motivi per cui la popolazione partecipa agli interventi di screening è perché riceve una lettera da parte del servizio sanitario regionale, quindi la chiamata, quella che noi chiamiamo "chiamata attiva" è sicuramente uno degli elementi fondamentali per la partecipazione.