1. Crossmedia - Vista da vicino - Difesa della salute e prevenzione - (gennaio 2010) - InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale di navigazione
  4. Menu di sezione
InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

Contenuto della pagina

Difesa della salute e prevenzione

Lo stile di vita, le abitudini alimentari e l'esercizio fisico come vere e proprie medicine preventive, per conservare la salute.
L'attività fisica come farmaco viene praticata grazie al Centro di Medicina dello Sport di Ferrara, struttura all'avanguardia in regione, mentre i progetti legati all'alimentazione sono rappresentati dall'esperienza del "Laboratorio del gusto", nella sua tappa nella scuola "Don Cagnoni" di Castell'Arquato nel piacentino.
Si parla poi del progetto di sicurezza domestica in via di sperimentazione a Medicina, nel distretto dell'Ausl di Imola, dove fisioterapisti seguono a domicilio gli anziani fragili per insegnare loro esercizi che ne rafforzino capacità motoria e fiducia, dei progetti di screening dedicati alla prevenzione dei tumori alla mammella, al collo dell'utero e al colon retto con il centro screening di Reggio Emilia e delle problematiche della dipendenza dall'alcool nei suoi aspetti legati alla realtà giovanile con i responsabili delle unità di strada e dei programmi dipendenze dell'Ausl di Piacenza.
L'intervista all'assessore regionale per le politiche della Sanità Giovanni Bissoni contribuisce a fare il punto della situazione sul tema.

 

La salute è mobile

Durata: 3:58

Descrizione: Subito dopo il fumo, la sedentarietà rappresenta il più importante fattore di rischio per la salute nei paesi industrializzati. L'attività fisica è dunque un'eccezionale alleato della medicina in termini di prevenzione di obesità, diabete, ipercolesterolemia e malattie metaboliche, cardiovascolari e tumorali. In questo ambito il Centro di medicina dello Sport di Ferrara rappresenta un esempio già molto avanzato. Di Ermanno Muolo.

Ritorna all'elenco video

 

Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista


Potrà sembrare sorprendente ma nei paesi industrializzati il secondo più importante fattore di rischio per la salute, subito dopo il fumo, è costituito dalla sedentarietà.
In Emilia-Romagna solo il 37% degli adulti ed il 9% dei bambini eseguono la quantità minima di attività fisica necessaria a mantenere la buona salute.
Il problema consiste nella stretta relazione esistente tra l'inattività fisica e le patologie cronico degenerative, che rappresentano circa il 75% delle cause di mortalità nel mondo occidentale, essendo parte rilevante nello sviluppo di obesità, diabete, ipertrigliceridemia ed ipercolesterolemia, e costituendo uno dei principali fattori nello sviluppo di malattie metaboliche, cardiovascolari e tumorali.
L'attività fisica è quindi un eccezionale alleato della medicina in termini di prevenzione per le problematiche suddette ed anche uno strumento terapeutico efficace ove le patologie siano già presenti.
La promozione di una vita attiva è dunque divenuto uno dei capisaldi in termini di prevenzione  della filosofia della Regione Emilia-Romagna, che attraverso il progetto "Promozione dell'attività fisica - azioni per una vita in salute" ha intenzione di trainare  tutti i soggetti interessati sul territorio per iniziative che aumentino la cultura del moto e di sani e attivi stili di vita.

Intervista
Francesca Racioppi
Ufficio regionale per l'Europa   World  Health Organization


L'Emilia-Romagna ha una grande tradizione nel campo della promozione dell'attività fisica. E' una delle regioni italiane che possono essere paragonate  all'Olanda piuttosto che alla Danimarca per il livello che è riuscita a mantenere per esempio nella mobilità ciclabile, e nella mobilità pedonale. L'OMS collabora da molti anni con la Regione Emilia-Romagna, in particolare all'interno di un progetto che è supportato dal Ministero della Salute e si tratta di un progetto che vede l'Emilia-Romagna capofila fra le regioni italiane nella promozione della salute.

Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista


In questo ambito il Centro di Medicina dello Sport di Ferrara rappresenta un esempio già avanzato che esprime appieno tutte le potenzialità dell'attività fisica come vero e proprio farmaco, o sostituto di esso.

Intervista 
Orazio Buriani
Direttore Dipartimento di Sanità pubblica  AUSL  Ferrara


Nel caso in cui le persone abbiano  patologie che non consentono un'attività motoria controllata solo a livello del proprio medico di medicina generale, allora scatta in questo caso il secondo livello, perché i nostri centri sono in grado di intervenire e di seguire questi soggetti in modo molto molto più preciso dal punto di vista clinico e vengono quindi a essere presi in considerazione da medici dello sport innanzitutto, che si avvalgono poi della collaborazione di cardiologi, di nutrizionisti e in modo particolare, per sviluppare proprio l'attività, da laureati in scienze motorie. Noi abbiamo cercato naturalmente di utilizzare tutta la tecnologia più moderna, sia per quanto riguarda la tecnologia utile alla diagnostica sia per quanto riguarda ovviamente la tecnologia utile come palestra all'attività motoria soprattutto e in modo specifico per quelle persone che hanno bisogno di assistenza in questo senso. Potremmo davvero fare quel confronto che riguarda  la situazione che è sia determinata con l'attivazione del programma rispetto alla situazione antecedente che ci consentirà davvero di dimostrare quale sia l'efficacia sia in termini di salute, che anche in termini economici per quanto riguarda il sistema sanitario nazionale.