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Lo stile di vita, le abitudini alimentari e l'esercizio fisico come vere e proprie medicine preventive, per conservare la salute.
L'attività fisica come farmaco viene praticata grazie al Centro di Medicina dello Sport di Ferrara, struttura all'avanguardia in regione, mentre i progetti legati all'alimentazione sono rappresentati dall'esperienza del "Laboratorio del gusto", nella sua tappa nella scuola "Don Cagnoni" di Castell'Arquato nel piacentino.
Si parla poi del progetto di sicurezza domestica in via di sperimentazione a Medicina, nel distretto dell'Ausl di Imola, dove fisioterapisti seguono a domicilio gli anziani fragili per insegnare loro esercizi che ne rafforzino capacità motoria e fiducia, dei progetti di screening dedicati alla prevenzione dei tumori alla mammella, al collo dell'utero e al colon retto con il centro screening di Reggio Emilia e delle problematiche della dipendenza dall'alcool nei suoi aspetti legati alla realtà giovanile con i responsabili delle unità di strada e dei programmi dipendenze dell'Ausl di Piacenza.
L'intervista all'assessore regionale per le politiche della Sanità Giovanni Bissoni contribuisce a fare il punto della situazione sul tema.
Durata: 3:48
Descrizione: Incidere sugli stili di vita per far sì che la medicina debba entrare in gioco il più tardi possibile nell'ambito del benessere di una persona. Le politiche relative alla prevenzione della Regione Emilia-Romagna stanno costruendo una sanità che inizia dal cittadino, messo nelle condizioni di operare per la propria salute a cominciare dalle abitudini alimentari, da quelle relative all'attività fisica, alla sicurezza e ai controlli periodici.
Di Ermanno Muolo.
Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista
Per natura l'uomo tende ad accorgersi dell'esistenza e dell'importanza delle cose soprattutto nel momento in cui queste vengono a mancare, o ad essere messe a rischio.
Anche nel caso della SALUTE, infatti, è frequente il preoccuparsene quando non c'è, per ritrovarla, o quando ce n'è' meno, per poterla riavere in pieno, piuttosto che l'atteggiamento di lavorare per conservarla il più' a lungo possibile.
Curare però dovrebbe essere l'ultimo passaggio di un progetto di salute, quello in cui la medicina interviene per tentare di rimediare ad un danno già avvenuto.
Esistono infatti tutta una serie di azioni e attività' che possono ritardare, allontanare o far scomparire il rischio di ammalarsi, che vanno sotto il nome di prevenzione.
Proprio questo concetto è un principio guida che la Regione ha da diversi anni deciso di sposare, imponendosi di spostare l'asse delle sue politiche sanitarie dal semplice rafforzamento delle strutture e dei servizi atti alle cure delle patologie, all'introduzione di una cultura della prevenzione che abbracci il concetto di salute nel suo senso più ampio,
Progettare la salute è dunque un mezzo altrettanto importante in tema di sanità che il combattere la malattia.
Intervista Alba Carola Finarelli
Assessorato Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna
Malattie infettive e Programmi di prevenzione collettiva
La Regione in questi anni ha lavorato soprattutto su tre fronti potremmo dire: quello della sicurezza, penso alla sicurezza stradale, domestica, sul lavoro, sul tema degli stili di vita quindi l'intervenire su alcuni fattori che determinano e spiegano e possono prevenire la maggior parte delle patologie croniche, che sono molto diffuse e migliorare quindi, prevenire e migliorare la qualità della vita riducendo le complicanze; e terzo filone importante, proporre attivamente degli interventi, pensiamo alle vaccinazioni o agli screening oncologici organizzati, nei confronti della popolazione perché si sa che i programmi di sanità pubblica ben organizzati e condotti in tutto il percorso possono dare salute all'intera popolazione
Intervista
Giovanni Bissoni
Assessore politiche per la salute Regione Emilia-Romagna
Per troppo tempo abbiamo pensato che in fondo la prevenzione si esaurisse nella vaccinazione, nella diagnosi precoce mentre invece meno attenzione c'era nei confronti della prevenzione primaria, gli stili di vita, l'alimentazione, il fumo, il movimento, l'aria che respiriamo e questo perché in fondo sono operazioni e opportunità che non necessariamente stanno in capo alla sanità, sono invece potenzialità che vanno governate dai Sindaci piuttosto che dai Direttori generali, la prevenzione primaria ha bisogno che ci sia una sintonia e un'unità d'azione di più soggetti, ecco perché per fare prevenzione primaria parliamo di Welfare e di comunità, cioè parliamo di una comunità che sostiene le scelte delle singole persone che comunque alla fine sono responsabili delle proprie scelte individuali. Insomma se dobbiamo promuovere l'attività fisica perché fa bene a tutti, fa bene sia perché può prevenire l'insorgere di malattie, ma fa bene anche a chi è già ammalato. Per fare queste cose occorre fare riferimento ad un impegno collegiale di una comunità e quindi torna quel tema dell'integrazione, della collaborazione non solo fra soggetti istituzionali, ma pensiamo ad esempio anche a tutto il mondo del volontariato che da questo punto di vista può contribuire a promuovere stili di vita sani.