1. Crossmedia - Vista da vicino - Difesa della salute e prevenzione - (gennaio 2010) - InformER - Agenzia informazione e Ufficio Stampa della Giunta

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Difesa della salute e prevenzione

Lo stile di vita, le abitudini alimentari e l'esercizio fisico come vere e proprie medicine preventive, per conservare la salute.
L'attività fisica come farmaco viene praticata grazie al Centro di Medicina dello Sport di Ferrara, struttura all'avanguardia in regione, mentre i progetti legati all'alimentazione sono rappresentati dall'esperienza del "Laboratorio del gusto", nella sua tappa nella scuola "Don Cagnoni" di Castell'Arquato nel piacentino.
Si parla poi del progetto di sicurezza domestica in via di sperimentazione a Medicina, nel distretto dell'Ausl di Imola, dove fisioterapisti seguono a domicilio gli anziani fragili per insegnare loro esercizi che ne rafforzino capacità motoria e fiducia, dei progetti di screening dedicati alla prevenzione dei tumori alla mammella, al collo dell'utero e al colon retto con il centro screening di Reggio Emilia e delle problematiche della dipendenza dall'alcool nei suoi aspetti legati alla realtà giovanile con i responsabili delle unità di strada e dei programmi dipendenze dell'Ausl di Piacenza.
L'intervista all'assessore regionale per le politiche della Sanità Giovanni Bissoni contribuisce a fare il punto della situazione sul tema.

 

Un brindisi alla sicurezza

Durata: 4:34

Descrizione: Grande impulso negli ultimi anni, nell'ambito della prevenzione, hanno avuto i progetti legati al consumo responsabile di alcool, tema di grande importanza soprattutto nel mondio giovanile. Due progetti regionali sono rivolti a due settori sensibili al problema: quello della scuola e quello della discoteche. Di Ermanno Muolo.

Video approfondimenti

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Trascrizione:
Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista


In tema di prevenzione uno dei settori più sensibili è quello relativo alle dipendenze.
Accanto ai progetti dedicati a fumo e stupefacenti, un grande impulso ha avuto negli ultimi anni la prevenzione riguardante i problemi legati al consumo di alcool, tematica ormai prepotentemente entrata nell'ambito del mondo giovanile.
Per questo l'attenzione della Regione si è volta innanzitutto al mondo della scuola; uno dei progetti più' rappresentativi e' quello denominato "La Carovana".

Intervista Antonio Mosti
Dir. Programma Dipendenze patologiche
AUSL Piacenza

Il target a cui ci si rivolge sono i ragazzi delle scuole medie superiori e questo target è stato scelto all'interno di un progetto nazionale del Ministero della Salute di cui la Regione Emilia-Romagna è capofila e come Azienda USL di Piacenza noi abbiamo la direzione scientifica di questo progetto. La cosa interessante è che coinvolge otto regioni in Italia, dal nord al sud  Italia. Allora la finalità qual è: è proprio quella di costruire insieme ai giovani dei modelli di protezione rispetto ai rischi che possono correre utilizzando questa sostanza. Questo è un progetto molto articolato, che ha visto coinvolte molte persone: del mondo della la scuola, a cominciare dagli insegnanti, piuttosto che gli apparati sanitari delle varie regioni che partecipano a questo progetto, ma ha visto coinvolte soprattutto le popolazioni studentesche.

Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista


E' importante sottolineare che soltanto una piccola percentuale dei giovani che fanno consumo di alcool avrà poi in seguito problemi di vero e proprio alcolismo.
In realtà l'alcool nelle fasce giovanili crea problematiche soprattutto legate alla sicurezza, sia quella stradale, sia quella relativa ai comportamenti sessuali, sia all'intreccio dell'alcol con altre sostanze.

Intervista
Antonio Mosti
Dir. Programma Dipendenze patologiche
AUSL Piacenza

A poco servono e a volte sono addirittura dannose le campagne semplicemente che cercano di dire che cosa si deve o non si deve fare rispetto ai ragazzi, sono poco efficaci. E' molto più efficace la partecipazione diretta dei giovani stessi a progetti che li vedono coinvolti. Questo ce lo dice la scienza e questo ce lo hanno confermato i ragazzi lungo questa "Carovana"  che noi abbiamo portato in giro per l'Italia, andando a raccogliere direttamente da loro le testimonianze. I ragazzi ci hanno chiesto, nel confezionare programmi di prevenzione dedicati a loro,  il coinvolgimento diretto degli adulti; ci hanno chiesto in maniera esplicita di far partecipare a queste attività, di coinvolgere in qualche modo, i genitori e gli insegnanti e questo è un bel segnale.

Voce fuori campo:
Ermanno Muolo
giornalista

L'altro importante mondo giovanile verso cui la Regione ha diretto l'attenzione dei suoi progetti di prevenzione è quello cosiddetto 'Della Notte',dei locali notturni, delle discoteche.
L'iniziativa "Beat project", finanziata dalla Regione e gestita dal settore sociale del Comune di Bologna, inserita all'interno del coordinamento regionale unità di strada è un esempio significativo.

Intervista 
Michele Zani
Coordinamento Regionale Unità di Strada

Allora noi ci muoviamo diciamo su diversi fronti: da una parte un front-office rispetto a ragazzi e ragazze. In questo noi agiamo su delle parti che vanno dall'informazione sulle sostanze, informazione  sulla sessualità, informazione sui servizi, ma anche informazioni diciamo molto semplici, quasi genitoriali, rispetto a come gestire la serata: cioè mantieni il cellulare acceso, datti un appuntamento con i tuoi amici perché sennò ti perdi, ricordati dove hai parcheggiato la macchina, preparati da mangiare prima e preparati da mangiare dopo, mangia. Cose molto banali che ai ragazzi colpiscono molto perché in realtà sono spesso le cose in cui sono più sprovveduti, Quindi parte informativa, una parte legata ad una informazione che è già sensibilizzazione con l'utilizzo dell'etilometro e con l'utilizzo di materiali legati alle normative. Poi c'è una parte che è direttamente, diciamo, di aiuto in situazioni, persone che possono stare male, in cui noi interveniamo insieme alle security. Un'altra cosa è l'allestimento di zone "chill out", zone di decompressione, dove i ragazzi possono avere uno spazio dove c'è musica a basso volume, ci sono persone con cui si possono confrontare, c'è cibo e acqua gratuitamente, preservativi, e possono stare, fondamentalmente. Un'altra sala dove possono stare, anche lì vengono poi spesso semplicemente a chiacchierare oppure avere il vero e proprio momento di decompressione.