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Il mondo degli hospices e delle cure palliative, diversamente da quanto ci si aspetterebbe, sono un ambiente familiare ed accogliente, si respira un'atmosfera pervasa di speranza e positività, grazie all'attenzione di medici e personale infermieristico. Non sono luoghi in cui si attende la morte, ma luoghi in cui si vive nella maniera migliore l'ultimo tratto della propria vita.
Così come i luoghi dove si cura il dolore sono luoghi dove si sa perfettamente che il dolore fa male alla salute. Quel dolore che non è il campanello d'allarme o la manifestazione di una malattia, ma il lascito drammatico di una patologia già conclusa. Come tali costituiscono una malattia essi stessi e la loro eliminazione è non solo possibile ma necessaria per restituire le persone alla vita di tutti i giorni. In Emilia-Romagna è in fase di attuazione una rete di centri per la cura del dolore cronico. Le interviste di medici, infermieri, familiari, pazienti e dell'assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti.
Una lunga intervista con Danila Valenti, responsabile della Rete delle Cure Palliative dell'Ausl di Bologna, per comprendere il ruolo e la filosofia dei medici e di tutto il personale nell'approccio di cura e approfondire il senso, l'origine e le caratteristiche delle cure palliative.
Durata: 6:17
Descrizione: Il mondo degli hospices e delle cure palliative, diversamente da quanto ci si aspetterebbe, sono un ambiente familiare e accogliente, si respira un'atmosfera pervasa di speranza e positività, grazie all'attenzione di medici e personale infermieristico. Non sono luoghi in cui si attende la morte, ma luoghi in cui si vive nella maniera migliore l'ultimo tratto della propria vita. Il punto sull'argomento dell'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti.
Trascrizione:
Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Quando siamo partiti per andare a realizzare una puntata sugli Hospices, luoghi che accolgono i malati nella fase terminale della loro vita, ci eravamo istintivamente preparati a dover raccontare qualcosa di triste e disperato; ci sbaglavamo. Gli Hospices fanno parte della rete regionale delle cure palliative che riconoscono l'importanza di occuparsi in questi casi non solo della malattia ma della cura del dolore e degli aspetti spirituali e psicologici della persona. Al termine palliativo diamo solitamente il significato di inutile ma subito ci spiegano che è esattamente l'opposto
Danila Valenti, Responsabile cure palliative AUSL Bologna
Palliativo deriva da palium, il mantello con cui venivano coperti i pellegrini nel loro viaggio, nel loro percorso, che li proteggeva non solo dal punto di vista fisico e quindi dalle intemperie, dalla pioggia ma li proteggeva anche col calore dell'abbraccio del mantello: c'è chi ti offre il mantello e che quindi ti protegge, ti aiuta ad affrontare questo viaggio. Quindi è esattamente il contrario dell'inutile: è "si fa tutto quello che è utile a far sì che la qualità di vita di quella persona e di quella famiglia sia la massima possibile in quel momento."
Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
L'uomo qui è al centro dell'attenzione; non inteso come malato ma come persona, con un profondo ascolto e rispetto di tutto ciò che lo rende individuo unico e che rende dunque unico l'approccio di cura.
Danila Valenti, Responsabile cure palliative AUSL Bologna
Non c'è il pregiudizio nostro di dire: noi sappiamo come medici quello che è giusto per voi, no. Mi rapporto con una persona che ha delle sue priorità, dei suoi credi e, come dire, degli elementi che sono per lui fondamentali e che per lui potrebbero non esserlo. Io sono al suo servizio; io sono al suo servizio e io devo aiutarlo sulla base di quella che è la richiesta di aiuto suo. Tutti i giorni dalle 12.45 alle 2 ci incontriamo in biblioteca attorno ad un tavolo tutti gli operatori: medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, os, tutti, e parliamo di tutti i malati da tutti i punti di vista. Una parte fondamentale è il controllo del dolore e di tutti gli altri disturbi, l'altra parte è la valutazione di tutti quegli aspetti psicologici, spirituali, esistenziali che fanno parte della nostra vita e che in altre fasi della malattia magari non sono stati affrontati in maniera piena.
Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Insomma in questo posto non si viene per morire ma per essere aiutati a vivere pienamente il tratto di vita che resta, possibilmete anche a casa propria.
Maria
Abbiamo vissuto un'esperienza dove abbiamo fatto quattro ricoveri con 4 dimissioni e nel frattempo siamo riusciti anche ad andare a casa in permesso, a fare le cose della vita quotidiana, partecipare ad una festa, a un matrimonio, a un compleanno di un figlio. Stare qui è un prolungamento della casa e poi il personale è molto qualificato, con una sensibilità notevole ma proprio dai medici agli inservienti. Si pensa al benessere e al miglioramento, proprio a non fare soffrire la persona quindi il dolore qui non è percepito e già questo ti migliora la qualità della vita. Fare queste cure e tornare a casa con meno dolore, con meno problematiche e con più stabilità anche al malato gli dà una sensazione non dico di essere guarito, però di poter continuare a vivere. E mio marito con i 5 ricoveri che ha fatto, anche con l'ultimo, aveva sempre la speranza di poter andare avanti ancora.
Danila Valenti, Responsabile cure palliative AUSL Bologna
Suo marito era una una persona assolutamente consapevole di malattia e di come la malattia stava evolvendo. Questo non gli ha impedito di avere sempre, fino all'ultimo momento speranza. Speranza di vivere un certo di vita con la moglie, con le figlie, speranza di andare al mercatino dell'antiquariatio. Non voleva illusioni, perchè c'è una profonda differenza tra speranza e illusione. E qui si alimenta la speranza.
Carlo Lusenti, Assessore alle politiche per la salute regione Emilia-Romagna
E' un luogo da proteggere, da difendere, da valorizzare, che riesce a far recuperare a parti della vita fino alle fasi estreme la dignità che devono avere. Tutto questo è il portato culturale, di valori anche, di organizzazione e di servizi che ha consentito di costruire in questa regione in 10 anni una rete di 20 hospices che saranno 25 e completeranno la rete l'anno prossimo, di essere una delle prime regioni d'Italia come numero di posti letto in hospices di essere stata e di essere tuttora un punto di riferimento dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza domiciliare per questi pazienti.
Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Temevamo di tornarcene a casa con un bel po' di tristezza e einvece ci portiamo via la consapevolezza che se davvero si crede nel valore della vita e dell'uomo bisogna farlo fino all'ultimo istante possibile, perchè cpme dice il proverbio finchè c'è vita c'è speranza e, come ci hanno insegnato gli hospices, finchè c'è speranza c'è vita.